Focaccia Blues: quando un panificio locale “sconfigge” un colosso nazionale. Altamura Vs McDonald’s

C’è una storia che mi piace raccontare, una storia che ha dell’incredibile ma che è successa veramente. Tutto comincia nel 2001, quando ad Altamura, provincia di Bari, viene inaugurata, tra la curiosità di tutti gli abitanti, una grande, fiammante sede di McDonald’s: un ristorante di 550 metri quadri, con tanto di massiccia campagna promozionale in tutta la zona, portata avanti con le più aggiornate tecniche di marketing.

Sembrava un trionfo annunciato. E invece, per questa ennesima filiale del fast food più celebre del mondo, arriva la Nemesi. Nei panni – tranquilli, apparentemente innocui – di Luca Digesù, di professione panettiere, che, spinto anche da tale Onofrio Pepe, presidente di un’associazione costituita per tutelare la cultura alimentare locale, decide di osare l’inosabile, di sfidare il gigante, e proprio a un passo da casa sua. In pratica, di aprire una piccola bottega di prodotti freschi, una focacceria, proprio accanto al megaristorante. Morale della favola: la concorrenza di Luca è spietata. E il colosso è costretto a chiudere i battenti: nel giro di un anno e mezzo, il fallimento è inevitabile. Le più aggiornate e moderne tecniche di promozione, campagne di comunicazione e la sua stessa brand Awareness non hanno funzionato. La testardaggine di una persona, la forza di un prodotto autoctono e la sua bontà hanno spostato l’ago della bilancia sostituendosi alle più moderne tecniche di marketing o meglio migliorandole.

Ora il tutto è diventato un film, Focaccia Blues, diretto dal pugliese Nico Cirasola. Una lunga gestazione ha segnato le sorti di questo lungometraggio “made in Puglia” che mescola i fatti reali con i veri protagonisti di Altamura a una parte di fiction in cui appaiono anche Michele Placido, Nichi Vendola, Lino Banfi e Renzo Arbore, che ha presentato il film a Roma insieme al regista e agli ispiratori, tra cui il produttore e distributore Alessandro Contessa.

Oggi dopo numerosi premi ricevuti in tutto il mondo, tra cui una menzione Speciale ai Nastri d’Argento” e “Ciak d’Oro 2009”, il film verrà premiato anche a Milano in Bocconi con il premio Francesco Marco Attanasi 2010. (qui il programma Premio Puglia Francesco Marco Attanasi)

CURIOSITA’:

C’è addirittura chi prende esempio da questa storia per trovare dei parallelismi con il suo blog e sull’arte del blogging.

“Come succede da un po’ di tempo a questa parte ho iniziato a pensare cosa ci può insegnare questa storia circa il blogging. Non so come sia andata veramente, però posso immaginare le armi a disposizione dei due contendenti e come Luca abbia usato meglio quelle a suo favore e fare un parallelo con il blogging:

  1. La focaccia di Luca è di ottima qualità:
    E’ facile pensare alla focaccia, che è il principale richiamo del panificio, come al contenuto del blog. L’ho detto e non mi stancherò di ripeterlo. Con contenuto di qualità, curato, pensato e prodotto come una buona focaccia artigianale, avete fatto una buona… fetta del vostro lavoro.
  2. La focaccia di Luca è sempre calda:
    Così i vostri articoli devono essere sempre freschi e attuali. Se servite focaccia stantia della settimana passata, difficilmente i vostri clienti verranno a comprarne altra.
  3. L’attenzione di Luca è personalizzata:
    Così come il gigante spersonalizza i suoi dipendenti e li obbliga a trattare tutti nello stesso asettico modo, il piccolo può dare un’attenzione più personalizzata. Far trovare la focaccia pronta al cliente fedele, chiudere cinque minuti più tardi per aspettare l’ultimo ritardatario, fare un’eccezione alla regola per accontentare qualcuno.
  4. McDonald’s è un entità, Luca una faccia:
    Chi è McDonald’s? Nessuno lo sa. Chi è Luca? Quel ragazzo dietro il bancone. Si espone in prima persona, fa sentire i clienti a loro agio sapendo che trattano con una persona come loro, non con un dipendente-automa istruito da persone che probabilmente dietro a un bancone non ci sono mai state.
  5. I soldi non fanno la focaccia più buona:
    McDonald’s potrà avere un budget illimitato ma non sono i soldi a rendere la focaccia buona. La focaccia è buona grazie all’esperienza e le doti del panettiere. Allo stesso modo i soldi non fanno un blog interessante. È il blogger a fare il blog interessante. Le sue idee, le sue capacità di stupire, innovare e far tornare la gente per saperne sempre di più.

Per i blogger esistono ancora meno rischi di quelli che ha preso Luca aprendo il suo panificio e rischiando di suo a sfidare una multinazionale. Su internet le dimensioni non contano. La grande superficie non schiaccia il piccolo commercio. Entrambi hanno a disposizione la stessa superficie: Quella del monitor. Entrambi hanno le stesse infrastrutture: Un blog. Potete sfidare chiunque se siete appassionati del vostro argomento, entusiasti e non vi abbattete se le cose a volte non vanno come vorreste. Siate audaci, puntate in alto e non abbiate timore, potete arrivare a grandi risultati con della buona focaccia.”

source: Repubblica Bocconi.it Guadagnare con un blog

2 risposte a “Focaccia Blues: quando un panificio locale “sconfigge” un colosso nazionale. Altamura Vs McDonald’s

  1. Che bella storia!
    Se fossi capitato io ad Altamura sicuramente avrei scelto la panetteria di Luca. Tanto marketing, tanta comunicazione per niente: o meglio per perdere.
    Abbiamo mai pensato alla pizza e al caffè? La catena di pizzerie più grossa è Pizza Hut (chiaramente non italiana) e per i caffè Starbucks: ma quando l’Italia potrà rappresentare nel mondo la vera pizza italiana? (la pizza con l’ananas non si può vedere…).

    Ciao

    • Ciao Alex
      non posso che darti ragione e dar ragione alla tua tesi in riferimento ai nostri prodotti (e quanti prodotti) che non vengono giustamente veicolati nel nostro territorio e specialmente all’estero. Conosciamo certe realtà che fanno realmente rabbrividire! Esempi?
      – Starbucks: il colmo sarebbe quando si aprirà qualche locale in Italia, anche se non la vedo possibile. Troppo pieno di Bar in Italia e troppo radicata la cultura del caffè per un successo di Starbucks in Italia. Ma all’estero??? perchè non siamo stati i primi a puntare sul caffè? Sappiamo che Illy ci sta Pensando
      – Pizza Hut: l’hai raccontata tu. Incredibile che una catena americana possa “fregarci” un nostro prodotto e far soldi con quello che non è un vero prodotto DOC, come da ricetta e cucina italiana.
      Insomma tanti sono gli esempi e quella del panificio di Altamura deve far rifletterci! Se solo si vuole possiamo esportare i nostri prodotti, i prodotti che caratterizzano le nostre regioni! ci vogliono idee!

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