Dossier fenomeno Vuvuzela

Cosa sono le Vuvuzelas? i più risponderanno “delle trombette che si suonano agli stadi dei mondiali del Sudafrica”. Ma per dare una risposta concreta bisogna cercare notizie che risalgono a più di 40 anni fa. Ci sono testimonianze di questo tipo di corno o di tromba di plastica negli stadi messicani dal 1970. Originariamente fatta di latta, la Vuvuzela divenne popolare in Sud Africa nel 1990.

Il noto Freddie “Saddam” Maake supporter di una squadra di calcio locale, Kaizer Chiefs, sostiene di aver inventato la vuvuzela, creando una versione in alluminio già nel 1965. Più tardi ha perfezionato il prodotto collegandolo a un tubo per renderlo più lungo. Maake ha foto che attestano quanto dice, foto che risalgono agli anni 1970 e 1980 a livello locale e ai giochi del Sud Africa e giochi internazionali nel 1992 e nel 1996 e in Coppa del Mondo 1998 in Francia. (qui l’intervista all’inventore delle Vuvuzelas)

Nel 2001 c’è chi vede una fonte di guadagno in questo oggetto particolarissimo e compie una vera e propria azione di Marketing. Tutto cambia: l’oggetto leggendario viene brevettato, pubblicizzato, viene creato un uso del prodotto e viene prodotto in serie grazie a van Schalkwyk. E’ la Masicendane Sport, società sudafricana, che lancia le vuvuzela su scala internazionale, ben tre anni prima che il Sudafrica si aggiudichi il Mondiale 2010. Quando la Fifa sceglie Johannesburg per la Coppa del Mondo, van Schalkwyk ha già regalato 250 vuvù al Comitato organizzatore, convinto i ministri sudafricani delle Finanze e dello Sport a suonarle in pubblico e stretto accordi commerciali con gli organizzatori dei prossimi Mondiali in Brasile.

La vera magia delle vuvù, insomma, sembra essere quella di portare soldi. Un euro e mezzo per una trombetta, oltre un milione quelle già vendute per un totale di un milione e mezzo di euro già nelle casse della Masicendane Sport. Altri due milioni dovrebbero essere incassati nei mesi immediatamente successivi al Mondiale.

Il suono delle vuvù sembra piuttosto stimolare la creatività, e il business. Vuvuzela per iPhone, di casa Apple, è al momento l’applicazione gratuita più scaricata in Sudafrica e nel Regno Unito: oltre 750 mila download per riprodurre il fastidiosissimo suono sul proprio cellulare. Craig Marias, un altro imprenditore sudafricano, ha assunto 80 operai per produrre copri-vuvuzuela e ha detto di aspettarsi introiti milionari nei prossimi sei mesi, mentre aziende come la Allding Ltd o boogieblast hanno creato siti internet che, oltre alla vendita di trombette, raccontano curiosità sullo strumento o insegnano a soffiarci dentro.


Insomma, più che il ronzio di uno sciame d’api, le vuvuzela suonano musica milionaria. Disturbata da copie più potenti o meno potenti (Kuduzela) e ancor peggio dal mercato cinese, che pare abbia già messo in commercio trombette senza marchio registrato a un prezzo di vendita molto più basso.

Ulteriore pericolo per questo oggetto cult di questi mondiali di calcio è il suo rumore assordante durante le partite. Guerra alle ‘vuvu’ quindi. Il mondo del calcio e’ infatti in rivolta contro i rumorosissimi ‘corni’ di plastica, suonati continuamente durante le partite dei Mondiali di Sudafrica 2010. Messi da parte i tradizionali tappi alle orecchie e le ‘suppliche’ di intervento respinte dalla Fifa, mezzo mondo sta disperatamente cercando soluzioni per zittire le vuvuzelas sudafricane. I piu’ agguerriti sono i telespettatori che sul web si lasciano andare a commenti ‘arrabbiatissimi’. Ma c’e’ chi non si arrende e propone soluzioni, a volte anche stravaganti, per poter seguire ‘in pace’ le partite come il tedesco Tobias Herre, che, sulla propria pagina web, ha pubblicato le istruzioni per eliminare il fastidiosissimo sottofondo dalle telecronache delle partite.Il rumore mi dava un fastidio enorme. In realtà, eliminarlo è molto semplice”, ha detto all’agenzia Dpa. La soluzione, a quanto pare, è costituita da un software speciale che intercetta e cancella determinate frequenze dei suoni creati dalle terribili trombette di plastica. Lasciando, al tempo stesso, il rumore dei tifosi e la telecronaca dei commentatori. Herre ha creato un tutorial.

A sostegno dei ‘tormentati’ dalle vuvu, come sono amichevolmente chiamate le vuvuzelas in Sudafrica, scende in campo la tecnologia. Sui blog c’e’ chi propone di filtrare con un software le frequenze che compongono il ”suono del corno”. Su alcuni post ci si spinge oltre e si suggerisce di riprocessare l’audio attraverso un computer e bloccare la banda dei 233, 466, 932  1864 Hz. Stesso suggerimento per chi ha un televisore con equalizzatore o per chi ha un sistema ‘home theatre’.

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source: ilPost Leggo Wikipedia Boogieblast

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