iPad? Yes, it blends!! + | Case History | Blendtec

Blendtec colpisce ancora sotto lo sguardo compiaciuto di Thomas “Tom” Dickson, fondatore della Blendtec, che veste i panni di un mad professor dedito ad esperimenti improbabili. Ormai tutti conoscono e hanno visto i suoi video. Per pubblicizzare i suoi potentissimi frullatori ha “polverizzato” di tutto: iPhone, accendini Bic, mazze di scopa, lattine di coca cola, palline di golf. Ora è arrivato il momento del oggetto cult del momento: iPad.

Piccolo problema? l’iPad non entra nel Blender, come risolverà il problema il nostro professore? godetevi il video

Ora un pò di notizie sulla Blendtec:

Blendtec è una simpatica aziendina dello Utah che conta attualmente presso a poco 180 dipendenti. Seppur producendo prodotti di qualità, il loro marchio veniva evidenziato come un “hidden brand”, cioè presente sul mercato ma non molto noto ai consumatori.

Era la fine del 2006 e George Wright era appena stato nominato Direttore Marketing.
Blendtec era una piccola azienda che produceva frullatori per un mercato di nicchia, quello degli esercizi commerciali nel settore alimentare.
I prodotti di Blendtec hanno una grossa reputazione per essere molto robusti, potenti e durevoli. Dopo tutto Tom Dickson, CEO e Direttore Tecnico, non avrebbe voluto diversamente.
Quello che però voleva Dickson  era affrontare il mercato “consumer”, portare un’apparecchio Blendtec in ogni casa.
Ecco perchè venne assunto Wright: portare un apparecchio Blendtec in ogni cucina. Ma come?

Blendtec aveva un dipartimento Marketing ed un budget piuttosto ridotti, il marchio era poco conosciuto al di fuori del suo tradizionale mercato di professionisti e, come se non bastasse, il mercato “consumer” era invaso da autorevoli marchi che operavano nel settore da diversi anni e con budget pubblicitari davvero sostanziosi.
Come sfondare il muro dell’anonimato? Come porsi all’attenzione dei propri futuri clienti senza investire un capitale in pubblicità?
Fu proprio in quel momento che George Wright notò la segatura sul pavimento.
Dickson è un uomo pratico ed è abituato a testare i suoi prodotti gettandovi di tutto all’interno, per comprovarne la robustezza e la capacità di lavoro.  Questo è il modo in cui Dickson, per 15 anni, ha costruito frullatori: con tanta passione e mirando sempre al prodotto migliore, piu’ robusto e durevole.
Quel giorno particolare Dickson stava testando un frullatore facendogli polverizzare una tavola di pino.

Agli occhi di Wright quella segatura parve probabilmente una montagna d’oro. Convinse Dickson a videoregistrare alcuni degli esperimenti con dei cubetti di ghiaccio, con delle biglie di vetro, con un pollo arrosto, con un rastrello e altre chincaglierie.
I video che compongono la campagna di “comunicazione”, strutturati come infomercials, mostrano Dickson vestito di un camice bianco indossare occhiali di sicurezza e polverizzare con assoluta tranquillità ogni genere di oggetti provenienti dalla borsa della spesa di Wright ma la viralità maggiore si cominciò ad avere quando cominciò a frullare i top products del momento, eg. iPhone.

Blendtec ha percorso quasi tutte (*) le tappe rappresentate nella “Social Media Map” per  i “VIDEO”:

  • Supporto ai clienti (*)
  • Generare traffico sul Sito Web(*)
  • Dare una connotazione piu’ “umana” all’azienda(*)
  • Generare idee per nuovi prodotti
  • Relazionarsi con altri Media(*)
  • Promozione del Prodotto(*)
  • Pilotare le vendite(*)
  • Far emergere il talento del personale interno
  • Contrastare pubblicità negativa
  • Arruolare sostenitori del Marchio(*)
  • Gestire una crisi

Obiettivo raggiunto: Sfruttare il web 2.0 con poche risorse finanziarie realizzando così uno spot che divertisse le persone, creando in loro un senso di positivo disorientamento, facendo sviluppare in maniera esponenziale il passaparola tra la gente. Sfruttare le capacità comunicative di pochi soggetti interessati per trasmettere il messaggio ad un numero esponenziale di utenti finali.

La campagna Will it Blend? si è rivelata un successo enorme per l’azienda produttrice di mixer: le vendite si sono impennate, Dickson è diventato una star della Tv americana, i video sono stati parodizzati in tutte le salse (gli spoof sono su YouTube), l’azione virale nel complesso si è meritata una voce dedicata su Wikipedia.

65 milioni di views su YouTube!
120 milioni di views su WillItBlend.com !
più di 200,000 sottoscizioni!
Totale vendite del frullatore fino 700%!
34a sottoscrizione nella maggior parte dei canali di tutti i tempi su YouTube!

I folli esperimenti sono tutti disponibili sul canale ufficiale su youtube, insieme ad altri contenuti più convenzionali – il catalogo delle varie tipologie di prodotti, ad esempio – e un form per suggerire oggetti ancora più assurdi da tritare.

source: NinjaMarketing Crazy Marketing blog Smartfeeling

3 risposte a “iPad? Yes, it blends!! + | Case History | Blendtec

  1. Mi auguro di cuore che il caso Blendtec fornisca l’ispirazione anche a qualche imprenditore locale.
    A volte con internet, una buona dose di fantasia ed un po’ di coraggio/iniziativa si possono ottenere risultati davvero insperati.

    • Ciao Gian Angelo
      Mi trovi completamente d’accordo. Ritengo però che certe iniziative possano essere viste bene dalle aziende solo nei casi di grande successo come quello della blendtec. Purtroppo i casi di successo sono pochi perché le aziende specialmente in Italia credono che “viralizzare” sia semplicemente mettere un video su YouTube ma come ben sappiamo non è così.

  2. Pingback: Will it blend? il mad professor Thomas “Tom” Dickson colpisce ancora. iPhone 6 plus vs Samsung Note III | mark&rtising·

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