Si avvicina il Super Bowl 2010: corsa dei brand per un posto al sole!

Ormai mancano pochi giorni. 7 febbraio 2010: Save the date. L’evento televisivo più seguito d’Amercia non teme crisi. Domenica il Super Bowl sarà visto da oltre 90 milioni di telespettatori e la raccolta pubblicitaria è da record. 

Il prezzo di uno spazio pubblicitario può costare milioni di dollari; 30 secondi di advertising per il 2010 si prospetta abbia un costo di 3.01 milioni di dollari.

Gli spot sono spesso anticipati al fine di generare buzz o passaparola prima che si giochi il match per mettere in evidenza la loro innovazione e il “sense of humour”.

Quest’anno è un anno particolare per l’America. “Chrysler sarà l’unica casa americana a mandare in onda uno spot durante il Super Bowl. Non lo faceva da sei anni ed è un investimento costosissimo, oltre i 3 milioni di dollari per 60 secondi; è il segno di una nuova aggressiva promozione del marchio”, ci racconta David Cole, uno dei migliori analisti auto in America. Oltre a Chrysler ci saranno Volkswagen, Audi, Honda e Hyundai. Non è un caso! Negli ultimi venti anni, le dirette televisive del Super Bowl hanno ospitato la bellezza di 1.400 spot. La partita delle partite, quella che assegna il titolo della Lega professionistica di Football, ha descritto agli americani le doti prodigiose delle automobili, delle bevande, dei cellulari, perfino delle bare. Le aziende di mezzo mondo hanno staccato un assegno da 2,17 miliardi di dollari, in questi venti anni, pur di essere della festa.
 
Purtroppo il vento gelido della crisi non risparmia il pallone ovale. L’anno scorso, gli spot da 30 secondi venivano venduti per 3 milioni di dollari l’uno, intrattabili. Invece quest’anno sono in saldo. Le aziende li comprano (dalla rete Cbs) al prezzo scontatissimo di 2,7 milioni. E qualcuna – scrive il centro studi “Tns” – è riuscita a strappare lo stesso prezzo di tre anni fa. Pagheranno solo – solo – 2,5 milioni.
 
Il ribasso non ha commosso la General Motors, che rinuncia a pubblicizzare le sue automobili per il secondo anno consecutivo avendo ben altri pensieri per la testa. Ed anche la Pepsi, dopo 23 anni di apparizioni, dopo aver infilato nei suoi spot perfino un mito come Bob Dylan, ora passa la mano. Non farà pubblicità alle sue bevande in questa edizione del Super Bowl e proporrà solo qualche inserzione di una società satellite (la Frito Lay, che vende patatine). In venti anni di partite, la Pepsi è stata l’azienda che più ha investito nell’evento. Ha speso 254 milioni di dollari, seconda solo alla Anheuser-Busch (quella della birra Bud) che svetta con 311.
 
I re della pubblicità hanno sempre consigliato di infilare uno spot dentro il Super Bowl: «L’evento – spiega Mark Nesbitt del centro studi “Tns” – raggiunge fino a 98 milioni di consumatori statunitensi, in tutto il Paese e nello stesso momento». Il consiglio è stato raccolto da molti colossi del web, le aziende di Internet, presenti in massa l’anno scorso.
 
In questo clima, i creativi si sono scatenati, hanno provato a inventare pubblicità che – alla loro messa in onda – fossero degli eventi mediatici, di cui parlare per settimane. Qualcuno ha anche esagerato. Un’azienda dolciaria ha messo nello spot due operai di un’officina che si ritrovano ad addentare la stessa barretta di cioccolato, fino a congiungersi in un bacio passionale sotto lo sguardo sarcastico del loro datore di lavoro. La comunità omosessuale non ha gradito. In totale disaccordo sul gusto di una birra tight, due splendide ventenni si picchiano di brutto e si spogliano nella piscina di un hotel. Lo spot, insolito mix di eros e violenza pura, non è piaciuto molto alle femministe.

Ora ecco una lista dei più importanti spot visti durante il Super Bowl (fonte wikipedia):

  • 1973 – The first famous Super Bowl commercial was for Noxzema featuring legendary New York Jets quarterback Joe Namath.
  • 1973 – Master Lock ran the first of their long-running advertisements showing a sharpshooter shooting at and hitting a Master Lock in a failed attempt to open the lock.
  • 1976 – Actor John David Carson of Pretty Maids All in a Row endorses the SIG AMT rifle.
  • 1980 – A spot for Coca-Cola featuring Pittsburgh Steelers All-Pro defensive lineman “Mean Joe” Greene, who is offered a Coca-Cola by a young fan and tosses the kid his game-worn jersey as repayment. However, according to ESPN, this ad never debuted during the Super Bowl.
  • 1984 – Perhaps the most renowned Super Bowl ad ever, the ad for Apple’s Macintosh followed a 1984 theme. Directed by Ridley Scott, the ad featured a woman wearing track-and-field clothing sprinting into a large auditorium and hurling a large hammer into a screen right before security guards can subdue her. On the screen was a large Big Brother-type of face speaking to a massive assembly of drone-like people. His last words were “We shall prevail,” before the screen explodes and leaves the audience enraptured in gazing at the spectacle. The ad ran just one more time on television, perhaps compounding its renown.
  • 1985 – Renowned as an “Epic Failure”, The Apple “Lemmings” ad, featuring many PC users walking to their doom over a cliff, is shown.
  • 1990 – Ridley Scott directed an ad for the Nissan 300ZX Twin Turbo. The ad depicts a dream sequence with the driver in a Twin Turbo 300ZX, competing against an unknown enemy. First the 300ZX races a motorbike, then a race car, and finally a jet fighter plane. At that point the plane is about to catch up to the 300ZX before the two turbochargers of the 300ZX “kick in”, greatly increasing engine power and the car accelerates away from the plane. The ad was only run once due to complaints that it promoted street racing. Nissan ran another popular Super Bowl ad for the 300ZX in 1995.
  • 1993 – In perhaps his most famous ad, Michael Jordan and Larry Bird play a game of HORSE for a McDonald’s Big Mac and fries. The game is made more interesting due to the increasingly complex set of obstacles set for both players.
  • 1995 – Nissan again ran a commercial for the 300ZX (which they advertised in 1990). The ad featured the car as a toy driven by a G.I. JOE picking up a Barbie-like doll. Despite being a popular advertisement, Mattel successfully sued Nissan to take the ad off TV.
  • 2000 – Year of the dot com commercials
  • 2009 – Joe and Dave Herbert from Batesville, Indiana create a Doritos commercial where one employee makes a wish come true by throwing a snow globe against a vending machine glass and breaking it (which was done in one take), and another worker using the same snow globe to hit his boss in the “family jewels”. The ad earned a US $1 million payday as the number one ranked ad in the annual USA Today Super Bowl Ad Meter survey from Doritos’ ownwers, Frito-Lay as part of their annual “Crash The Super Bowl” contest.
  • 2009 – Pittsburgh Steelers safety Troy Polamalu is involved in a spoof of the 1980 Coca-Cola ad where a kid tries to give him his Coke Zero, but the two Coke brand executives which usually appear in Coke Zero ads and overzealously defend their brand suddenly appear and take the bottle. Polamalu tackles one of them, drinks the Coke Zero, then rips their dress shirt off and tosses it to the kid.
  • One of the most famous Super Bowl ad campaigns has been the “I’m Going to Disney World!” ads for the past 20 years.
  • Bud Bowl
  •  

    Ora un pò di storia.

    Il Super Bowl più visto della storia fu il Super Bowl XXXII del 1998 tra i Denver Broncos e i Green Bay Packers, con 95 milioni di spettatori.

    A partire dal famoso spot della Apple Computer in stile 1984 di Orwell, diretto da Ridley Scott, che annunciava l’uscita dell’Apple Macintosh, la diretta televisiva del Super Bowl è diventata la principale vetrina per spot altamente concettuali o stravaganti e costosi. Famose campagne pubblicitarie del Super Bowl comprendono lo spot della Budweiser soprannominato “Bud Bowl” e gli spot delle dot-com del biennio 1999-2000.

    Nel 2004 gli spettatori del XXXVIII Super Bowl hanno assistito ad un controverso fuori programma: durante l’esibizione musicale di Justin Timberlake e Janet Jackson nell’intervallo della partita, Timberlake ha abbassato una spallina della cantante, rivelandone il seno. Negli Stati Uniti il gesto, denominato “Nipplegate” (“capezzologate”) ha causato forti polemiche e strascichi giudiziari. Dopo questo episodio, l’evento viene trasmesso in “delay” cioè una diretta con alcuni secondi di ritardo, per dare la possibilità alla regia televisiva di intervenire o meglio censurare in caso di altri simili inconvenienti.

    Vista la notevole portata dell’evento, i principali network tv USA si alternano nel trasmetterlo.

    L’evento è trasmesso anche nel resto del mondo, per un pubblico potenziale un miliardo di spettatori, ma quelli che effettivamente lo vedono, anche a causa del fuso orario, sono molti di meno.

    In Italia il Super Bowl è stato trasmesso per la prima volta in televisione dalla neonata Canale 5 il 24 gennaio 1981, con il commento di Guido Bagatta e Mike Bongiorno. Dal 1991 al 2008 è stato trasmesso in diretta sempre in pay-tv, sia da Tele+ fino al 2002 che successivamente su SKY Sport con Moreno Molla e Pippo Onori (negli ultimi anni anche in 16:9 e HD) Dal 2003 al 2006 Mediaset ha inoltre trasmesso in differita l’evento. L’edizione 2009 è stata trasmessa in diretta su RaiDue (in 16:9 anamorfico sul digitale terrestre e in alcune zone anche in HD) e in 16:9 anamorfico su RaiSportPiù, segnando così il ritorno del SuperBowl in diretta tv in chiaro dopo 17 anni; la telecronaca è stata affidata a Valerio Iafrate e Roberto Gotta. L’edizione 2010, oltre che sulla TV di Stato, sarà visibile anche in lingua originale via satellite ESPN America e in differita sul digitale terrestre dahlia TV.

    Ora non ci resta altro che aspettare questa domenica 7 Febbraio 2010 per goderci il match e gli spot che verranno trasmessi.

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